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L'archivio delle attività contiene la documentazione delle manifestazioni delle Associazioni artisti nella sequenza del calendario espositivo in San Silvestro. Ogni artista dopo l'esposizione d'arte conserva in questa casella testimonianza della propria esperieza espositiva. Le manifestazioni d'arte, curate dalle Associazioni artisti per l'Arte Sacra della Diocesi di Vicenza, sono iniziate in San Silvestro nell'anno 2004. Qui di seguito vengono documentate soltanto le manifestazioni a partire dall'anno 2009. Chi fosse interessato a ricevere l'elenco completo o informazioni, foto o rassegne-stampa delle iniziative pregresse scriva al nostro indirizzo.
ANNAMARIA TREVISAN
Mostra di arte sacra
I VOLTI DELLA FEDE
4-26 aprile 2009
Primo appuntamento d'arte per la stagione 2009: Volti della fede, della pittrice Annamaria Trevisan, apprezzata pittrice, spesso per importanti commissioni di opere per chiese del triveneto.
Cristina Falsarella, direttrice dell'Ufficio per l'Arte Sacra e i Beni Culturali Della Diocesi di Vittorio Veneto ha scritto: "Da tempo avevamo sete di bellezza e di forza, abituati a riflettere troppo spesso intorno a proposte accademiche e mute; ricordo che a quella riunione di Commissione prese parte il vescovo stesso, mons. Giuseppe Zenti, oggi Ordinario a Verona e Presidente della Consulta Triveneta per i Beni Culturali, il quale accolse con entusiasmo la proposta progettuale di Annamaria Trevisan ed apprezzò il dialogo proficuo che subito si instaurò con l'artista vicentina.
Spesso le Committenze per opere religiose preferiscono opere a monocromo, soluzioni che consentano un armonioso inserimento di brani narrativi entro partiture architettoniche rigorose o caratterizzate per ordini stilistici ben definiti. Così la pittura di Annamaria Trevisan: generalmente ad olio su tela, si stempera per velature veloci e tratti energici. Trevisan in grado di caratterizzare itinerari pittorici assai impegnativi, come ad esempio la "via crucis", "per mezzo di immagini essenziali quasi scolpite, per tralucere in modo immediato ed espressivo i sentimenti profondi di Gesù e dei pochi personaggi che l'affiancano e o lo incontrano con lo sguardo e nell'intreccio serrato di mani", (Virginio Sanson)
La recente, interessante Via crucis realizzata dall'A. nella storica chiesa di Lonigo segna una tappa rilevante nella produzione d'arte sacra e viene riproposta negli spazi di San Silvestro: si tratta di due opere sorelle nell'invenzione e nello stile, nate da un'unica urgenza espressiva. Annamaria Trevisan, scrive ancora mons.Virginio Sanson nella prefazione, in questi anni evolve il percorso creativo verso nuovi traguardi: dalle perfette formalità del tardo manierismo e insieme da alcune irrequiete animosità dell'incipiente barocco, lo stile diventa sempre più diafano e meno materico, in un percorso di alleggerimento delle immagini, quasi a tradurne la profonda e inespressa spiritualità recondita.
L'A. percorre la superficie della tela seguendo un tracciato mentale, senza premeditati spolveri, quasi a riconoscere nell'informe l'emergere di presenze dalle nebbie. L'operazione, quasi ascetica, rifugge la narrazione biografica o la riproduzione agiografica per rendere le cifre di una spiritualità contemporanea. Evocazione più che dimostrazione, suggerimento più che calcolo razionale, spiritualità del profondo piuttosto che happening dell'emozione.
Nelle opere esposte a San Sivestro, gli ultimissimi lavori, l'efficacia compositiva del gesto si compie per tracciati e sovrapposizioni, a modo di diafane ma forti ombreggiature, così che il dipinto nasce e si sviluppa "in progress" per fasce di colore, spesso per stesure ad incrocio, quasi a creare degli snodi di condensazione dell'immagine, in modo che essa non si disperda nello spazio infinito.
PIER DOMENICO MAGRI. "I colori dell'Universo"
9-24 maggio 2009
Nato a Trescore cremasco il 31 luglio 1943, l'A. assimila fin dalla giovinezza la gamma infinita di sfumature dei verdi delle campagne cremasche: è l'universo scenico e poetico nel quale l'artista è nato ed è diventato adulto. Nel 1979 ha conseguito la Laurea in medicina e chirurgia all'Università di Genova. Più tardi sarà l'humus metropolitano (Milano e il suo hinterland), a nutrire con nuovi e variegati stimoli l'esuberante curiosità e la vivace propensione artistica. La frequentazione di grandi artisti quali Carrà e Crippa, ma anche d'altri importanti personaggi del mondo dell'arte e della cultura, hanno avuto la capacità d'influenzare compiutamente Magri; non tanto dal punto di vista della qualità intrinseca della sua opera, quanto piuttosto per quella facoltà così particolare che gliene deriva di tradursi "in immediata e spontanea cascata di spunti per la sua dirompente forza ispiratrice".
Divenuto noto al grande pubblico a partire dalla metà degli anni Ottanta per i suoi lavori informali ravvivati, oltrechè dalla ricchezza dei colori, da stratagemmi estetici, l'artista - che s'è subito distinto da altri pittori italiani della sua generazione proprio per la sua capacità e determinazione nel rendere innovativo metodo e approccio al linguaggio espressivo fino agli esiti con valenze materico-informali, che hanno subito ottenuto lusinghieri consensi.
"Pier Domenico Magri mette in gioco una carica emotiva e una finzione figurale ritmata in variazioni musicali. Il suo cromatismo appartiene a un lirismo informale di grande suggestione, che rivela una cauta sottrazione del reale allo spazio della tela, una sorta di sospensione dell'immagine fra le maglie allusive della trama cromatica. In questo intreccio spaziale di eventi tangibili egli è quanto mai incalzante, poichè conduce l'osservatore al reperimento delle visioni che consegnano all'impressione ottica un percorso mentale ancora in parte riconoscibile. Si tratta qui di una ricerca artistica che guarda alla materia pittorica come strumento di constatazione di una natura trasfigurata, sulle cui tracce il percorso del pennello opera con accelerazioni, pause e frantumazioni espressivamente calcolate."(Vittorio Sgarbi)
Tutta l'opera di Pier Domenico Magri è pervasa da un lirismo emozionante e coinvolgente - quasi uno struggimento - capace di catturare, trattenere e infine condurre lo spettatore "tra le trame più sottili e nascoste dei suoi paesaggi interiori".
"Ogni lavoro di questo artista si manifesta come atto poetico di comunicazione, dove la misura della sua registrazione del reale esorbita lo spazio materiale della tela e quello psicologico della comprensione immediata, lasciando aperte molteplici possibilità interpretative, al di là della definizione didascalica dell'autore. Esprimendosi in una cifra stilistica coerente alle aspettative di una notevole capacità tecnica e compositiva, l'autore di questi lavori informali lascia intravedere un'innegabile quanto rara vocazione poetica. La sua pittura ha tuttavia solo l'apparenza dell'impulsività, corrispondendo piuttosto a un'attenzione meticolosa del gesto, a una predisposizione calcolata dello spazio pittorico, a una capacità interpretativa che sa selezionare le modalità più efficaci per interferire sulla realtà visiva. In questa nostra contemporaneità dove prevale in arte una concettualità che rifugge dal soggettivismo, Magri persiste in una scelta ancora legata alla partecipazione emotiva, preferendo proiettarsi nei colori di una naturalità ancora possibile."(Vittorio Sgarbi)
GIOVANNI MANFREDINI - Festival Biblico
27 maggio - 10 giugno 2009
Il linguaggio di Manfredini è fuori dal tempo e dallo spazio perché aspira (respira?) al luogo dell'esistenza. Un linguaggio assoluto e totalizzante che si oppone alla cultura omologante, alla logica dell'apparenza, alla velocità delle mode. Forse è il tentativo nel senso giacomettiano del termine di fondare un nuovo umanesimo dove umano significa corpo, anima, vita, destino e dove il lavoro è dedizione assoluta, emozione, urgenza. E il "Dasein", l'esserci dell'uomo descritto in termini di possibilità. lo credo in questa possibilità e in questo tipo di lavoro, un lavoro sì finalizzato al risultato finale, ad esprimere un'idea chiara, un fatto mentale, ma anche un lavoro nel vero senso della parola: mestiere, esercizio di un'arte, azione sulla materia, costruzione di quel corpo sul quale poi l'artista imprimerà il proprio gesto, nella solitudine dello studio.
Maura Pozzati: Alla pittura, che ultimamente ha ripreso importanza rispetto ad altre forme d'arte, non si addicono certo parole come novità, avanguardia, velocità, ma semmai il contrario: c'è qualcosa di antico, di rigoroso, di lento nel fare pittura. E dato che il tuo lavoro si può certamente definire "pittura", la domanda è questa: qual è il significato della pittura, o meglio, che cosa significa per te dipingere?
Giovanni Manfredini: Penso che tutta l'arte parta sempre da uno sguardo; l'essenza di ogni lavoro, e quindi anche della mia pittura, parte dalla coscienza che esiste uno sguardo su se stessi e sulla realtà che viene da una connotazione laterale rispetto alla quotidianità della vita. Per me parlare di pittura è come parlare di un a dimensione legata allo sguardo, alla coscienza e alla conoscenza "altra" rispetto alle normali consuetudini. E io faccio sicuramente della pittura, pittura come luce, come qualcosa che appare e che prende forma. Sono rimasto sorpreso, all'inizio, dell'invito che mi ha fatto Achille Bonito Oliva di partecipare a Minimalia, dove si parla di una linea curva, di un minimalismo dell'arte italiana degli ultimi anni concepito come novità e come avanguardia rispetto a quello che succedeva nel resto del mondo. Quando mi sono trovato all'interno della mostra, ho ragionato sulla mia opera e ho capito che c'erano degli elementi che tornavano in questa lettura di Bonito Oliva. lo lavoro col buio e con la luce, uso essenzialmente il mio corpo e quindi uno strumento assoluto, unico; cerco quindi, lavorando all'interno di questi tre unici elementi, di arrivare ad una figura che alla fine è pittura, che si avvicina alla purezza: è una figura assoluta in cui non intervengono elementi esterni che vanno a ridurre la portata del mio gesto, del rapporto che ho con la superficie.
MARCO CINGOLANI - Festival Biblico
27 maggio - 10 giugno 2009
Sono nato nel 1961 a Como, ho vissuto la gioventù a Maslianico sul confine con la Svizzera ...
Sono un pittore e considero la pittura non un mezzo tra i tanti ma lo scopo: il basic instinct dell' artista è cambiare la pittura.A cambiare i soggetti e le immagini ci pensa già la società, cambiare la pittura è difficile, per questo ci vuole l'artista.
Così il Pittore diventa Associato di Dio nel mistero della creazione. Le mie grandi passioni sono la Bibbia e la cronaca nera, anzi vera.
Il testo delle sacre scritture è il più grande libro di cronaca mai scritto: omicidi, tradimenti, amore e perdono che presentano i tratti immutabili dell'uomo.
Nel fatto, anzi nel fattaccio come nel melò, c'è la massima concentrazione di spiritualità ed è da questo che parto per realizzare i miei quadri.
Agli inizi degli anni novanta dipingevo "L'attentato al Papa", "Il ritrovamento del corpo di Aldo Moro" oppure la serie delle "Interviste" dense di personaggi compressi in uno spazio senz' aria.
Erano dei quadri che partivano da precisi fatti di cronaca con una totale carica simbolica e sovrastorica : l'attentato all'Occidente nella figura del Papa, e il corpo di Moro in mezzo alla folla, come il corpo di Cristo, vinto e sconfitto. I colori erano timbrici, il disegno saldo, e il piglio grottesco.
Da alcuni anni lo stile è lentamente mutato, fino ad arrivare negli ultimi quadri dove la struttura non è più cercata nel disegno, ma costruita attraverso il colore.
Enormi campiture di rosso fanno da letto a particelle di colore puro, dove anche l'ombra diventa luce.
L'immagine viene costruita solo attraverso la pittura, come se il quadro si fosse formato da solo.
Le osservazioni dal vero, i riferimenti biblici, il dialogo con le opere del passato, vengono sommerse e mescolate dall' onda piena ed ispirata della pittura."
ANDREA MASTROVITO - Festival Biblico
27 maggio - 10 giugno 2009
Nato a Bergamo nel 1978. Vive e lavora a Seriate (BG)
Mostre personali: 2008 Nickelodeon, Antonio Colombo Arte Contemporanea-1000 Eventi, Milano: Le jour qui n'arrive jamais - Gerome Ladiray Gallery, Rouen Black bag – American Philosophy of Composition, Foley Gallery, New York Project room, Pulse Fair, New York Libraries are not made, they grow, Italian Academy of Columbia University, New York L’origine della specie, Galleria Biagiotti Progetto Arte, Firenze
2007 Millionnaire, Analix Forever, Ginevra, Switzerland Solo Show, per ArtBrussel, Palais des Exposition, Brussels
2006 Post Modern, Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone, Monfalcone (GO), a cura di A. Bruciati In & Out of life, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano, catalogo con testi di L. Beatrice, L. Carcano
2005 Personale con Stefano Arienti, Analix Forever, Ginevra, Svizzera
Wild Beast Caged, Biagiotti Progetto Arte, Firenze
2003 Fear of the Dark, The Flat, Milano, a cura di L. Beatrice
Principali mostre collettive:2009 Post Tenebra Lux, Analix Forever, Geneva, Complesso Monumentale di san Silvestro.
GIOVANNI DUSO - Personale di pittura
Dal 13 giugno al 5 luglio
Con il Patrocinio di:
Regione del Veneto
Provincia di Vicenza
Comune di Vicenza
Giovanni Duso, una delle Firme più significative del panorama dei pittori vicentini. “Duso dipinge i segni del tempo”. "Tra i pittori è diffusa l'opinione che ciò che si dipinge non conti, purché lo si dipinga bene. Questa è pura accademia. Non esiste un buon quadro sul nulla." Ciò per dire che le forme dell'arte, anche quelle più lontane dalla realtà oggettiva, rispecchiano quanto meno le leggi e i bisogni di ogni essere vivente.
Duso dipinge - ha osservato Paolo Rizzi (1992) - "quel che, quasi schegge e barlume di luce, gli è rimasto imperlato nella retina.
Macchie trasparenti e agili segni si compenetrano nell'opera di Duso costituendo un tutt'uno inscindibile in cui egli fissa frammenti dell 'esperienza che affiorano dall ' intimo, ma che diventano altra cosa quando i valori pittorici li istituiscono in un linguaggio autonomo. La pennellata è funzionale alla costruzione dell'opera, determina equilibri ed armonie inediti, specchio d'una personalità riflessiva, che controlla i moti impulsivi, dominando resistenze psicologiche che comprometterebbero il risultato artistico.
La recente produzione di Duso, per la riduzione della parte descrittiva all' interno di dilatate superfici, più vibranti e luminose, si apre ad una dimensione nuova della rappresentazione artistica. I fondi della pittura prevalgono sui dati del racconto, il rapporto tra l' immagine e il suo habitat si scioglie nel baluginìo di luce che smaterializza ogni cosa. I territori della memoria si trasformano in folgoranti apparizioni, in aperti campi visivi. L'occhio è preso dalle sollecitazioni colorate che, trapassando da un tono all'altro, rendono più avvincente la conquista visiva.
Anche la pittura di Duso, come quella di Afro e di Santomaso, i maestri veneti da lui amati, è sospesa tra figurazione e astrazione, per il continuo oscillare tra istanze interiori ed esigenze espressive, per la naturale disposizione a trasferire nella ricreazione artistica l'emozione del vissuto. Salvatore Maugeri ha definito Duso "pittore solitario, di poche parole, ma aggiornatissimo sulle vicende dell'arte". Nel confronto con i maggiori artisti, egli ha infatti maturato una coscienza critica che non tollera superficialità e compromessi. Le note cromatiche che accendono i suoi quadri, le terse atmosfere che vi circolano dentro, ci restituiscono l'aurorale freschezza della pittura veneta del Quattrocento. Suscitano nello spettatore lo stesso assorto stupore, la stessa intatta meraviglia. Il silenzio che accompagna il suo lavoro, premiato dalla qualità dei risultati, ci persuade della serietà dell'artista, il quale non si lascia prendere da effimeri successi né stordire dall'assordante rumore che domina l'attuale sistema dell'arte.
ALESSANDRO ZENATELLO
retrospettiva d'arte
13 giugno al 5 luglio 2009
Con il Patrocinio di:
Regione del Veneto
Provincia di Vicenza
Comune di Vicenza
A cura di Daniela Zumiani, prof.ord. Università di Verona
Marifulvia Matteazzi Alberti - critico d'arte
Gino Prandina, coordinatore iniziative artistiche San Silvestro
Alessandro Zenatello nasce il 7 dicembre 1891 a Monteforte d’ Alpone da Angelo Zenatello e Lucia Rizzotto. La mamma
muore pochi giorni dopo il parto. dal 1906 al 1910 Frequenta l’Accademia Cignaroli, completa i quattro anni del corso
conseguendo ogni anno il premio di primo o secondo grado.
1912 A 21 anni partecipa alla “Decima Biennale internazionale” di Venezia ed alla “Prima
Esposizione Biennale Società Belle Arti” di Verona al Palazzo della Gran Guardia.
1924 Si trasferisce da Monteforte d’Alpone a Caldiero dove, in un salone della monumentale
Rocca, apre il proprio studio (dai registri del Comune di Caldiero “Immigrato da Monteforte
d’Alpone il 22 gennaio 1924).
1955 Si trasferisce con la famiglia a San Michele Extra (Verona) in via Tiberghien, 48.
1977 All’età di 85 anni, dopo brevissima, malattia muore all’ospedale di Soave (Vr) il giorno 27 gennaio.
Era legato da amicizia con Casorati, per il quale ha nutrito incondizionata ammirazione.
Infatti assieme a Giuseppe Zancolli, Guido Trentini, Ettore Beraldini (nato a Savigliano ma colà
residente) fece parte dei gruppo dei “Pittori di Verona” che Felice Casorati, nel periodo in cui la
sua famiglia fu trasferita a Verona, aveva costituito con Vittore Canotti Zilla e il critico Gino
Damerini nel dicembre del 1912. Il gruppo voleva “il rinnovamento o il miglioramento decorativo degli ambienti”. E certi
ritratti di Zenatello, come La vecchia al sole, e certe figure di bambine hanno affinità
con Le vecchie e le bambine di Casorati nel periodo veronese. La grande guerra disperse il “Gruppo” ed anche
Zenatello fu mobilitato nei primi reparti militari dell’aviazione[...] Aldo Carpi giustamente nota che le ultime opere di Zenatello si scostano dal primitivo suo modo di concepire il quadro e tendono ad un lirismo più sintetico, pittoricamente più libero[...] Forse perché ha affrescato varie chiese del Veneto e dell’alta Italia, gli era rimasto quel sottofondo compositivo e decorativo che affiora in alcuni suoi quadri.
Ma da quando ha lasciato l’affresco si manifestacon autonoma spontaneità. La pennellata grassa definisce con pochi colpi la massa del bianco blu che campeggia in primo piano sul fondo verde e azzurro della campagna, oppure brevi tocchi di grigio ricamano il prezioso piumaggio brizzolato della gallina faraona su fondo scuro. Accanto al bozzettismo rusticano e familiare dei dipinti in presa diretta delle aie e dei pollai, vi sono i paesaggi dell’agro veronese ritratti con scioltezza e vigore, che hanno una diversa potenza pittorica. Sono vedute ariose in cui è palese l’emozione del pittore, il quale ha la capacità di farci “sentire” l’atmosfera fatta di colore, di luce.

Sabato 20 febbraio 2010
ore 17.00
fino al 15 marzo
ISAI, scuola in interior design, nell'anno del trentennale della sua attività, una serie di mostre a Vicenza per documentare i risultati di tre decenni nell’insegnamento del progetto di interni: iniziativa che si pone come necessaria riflessione per una scuola che ha sempre collocato al centro della sua azione il rapporto tra l’insegnamento della progettazione e il mondo produttivo che produce e promuove ricerca nell’interior design.
La prima esposizione, realizzata organizza in collaborazione con le Associazioni Artisti per l’arte Sacra di Vicenza si intitola:
"La società degli oggetti. Episodi del Design Italiano 1960-1980".
Allestita nel Complesso Monumentale di San Silvestro in Vicenza, propone una galleria di oggetti e componenti di arredo che hanno contribuito all'affermazione culturale e al successo sui mercati di tutto il mondo del Design italiano, successo nato dalla sinergia di designer ed aziende iluminate.
La mostra, curata dall'arch. Gabriele Cappellato, è allestita dagli studenti del Terzo anno del Corso di Progettazione di Interni di Vicenza
CLAUDIO BRUNELLO
ROBERTO LANARO
DANIELE MARCON
17 Aprile al 9 Maggio 2010
Venerdì e Sabato 16,00 - 20,00
Domenica 10,00 - 12,30 e 16,00 - 20,00
Disponibile il catalogo della mostra.
Le forme dell'arte riproducono contemporaneamente sia qualcosa di esterno all'uomo, come la realtà, gli oggetti, gli avvenimenti; sia qualcosa di interno, come percezioni, rappresentazioni mentali, stati emozionali e lo fa attraverso la manipolazione della materia.
Ciò che accomuna questi tre artisti è l'agire nella realtà e nella vita per conoscerla meglio; darle un significato ed un senso, trasformarla in base alle esigenze umane; andare oltre l'apparenza immediata, indagando i significati più nascosti ed alludendo ad una realtà "altra", più significativa di quella immediatamente percepibile e, in definitiva, vivere meglio.
Come ha affermato Simon Weil:
"L'arte è un tentativo di trasferire in una quantità finita di materia, plasmata dall'uomo, un'immagine della bellezza infinita dell'universo intero. Il tentativo riesce se quella porzione di materia non nasconde l'universo, ma al contrario ne disvela la realtà tutto intorno".
Mario Guderzo
Daniele Marcon : “Vivere-dentro”
Daniele Marcon
E' nato a Marostica nel 1965. L’avvio della sua ricerca artistica risale a vent’anni fa, quando, dopo aver conseguito il diploma artistico e aver frequentato l’ambiente accademico di Venezia, inizia con l’approfondimento dell’arte espressionista , per trovare poi nell’arte primitiva fonte di studio e ispirazione.
Durante viaggi nel continente asiatico ha l’opportunità di vivere personalmente linguaggi ed espressività di altre culture, esperienze che lo segneranno profondamente.
Espone dal 1988 in mostre personali e collettive, sia presso spazi privati che pubblici. Vive e lavora a Marostica.
... Ci sono molte sfumature: delicate, aggressive, sublimi, volgari, severe.
Avvertire l’anima senza spiegazioni, senza parole e dipingere questa sensazione...
l’arte come linguaggio dello spirito.
Per me l’arte è un’avventura all’interno di un mondo sconosciuto
che può essere esplorato solo da coloro che non hanno paura del rischio.
Sono per le forme piatte perchè distruggono l’illusione e rivelano la verità.
Roberto Lanaro. Nato a Molvena (Vicenza), dove tuttora risiede, il 26
Settembre 1946. Nell'officina paterna - dove si succedono intere genera
zioni della medesima famiglia di fabbri sin dal 1706, data che egli ricorda
incisa su una grande forgia a mantice - apprende tutti i segreti del mestiere.
Conseguito, intanto, il Diploma di scuola Professionale d'Arte, egli acquista
nella bottega paterna quella padronanza delle abilità ed i preziosismi tipici
della lavorazione del "ferro battuto". Non soddisfatto del figurativismo
ornamentalistico, all'inizio degli anni settanta egli intraprende la via del
superamento, assurgendo il ferro ad autentica scultura.
Dal 1974 comincia
a seguire i corsi estivi dell'Accademia d'arte di Salisburgo ove consegue il
primo premio alle prove finali dei corsi nel 1974 e nel 1976. Qui conosce il
magistero fertile di Somaini.
L'esplorazione della vita interiore del ferro
matura negli anni ottanta in testimonianze - come nei due altorilievi che
impreziosiscono le pareti della sede di Thiene della Banca Antoniana, o nel
monumento antistante al l'Accademia di Naubeuge in Francia - dove si nota
"... come sempre siano il lavoro stesso e la natura del materiale che
determinano e governano la forma, la semplice severità delle forme”.
Lontana da intenti mimetici e tutta raccolta ad indagare le potenzialità della
materia stessa, l'opera esposta al Museo (Dialogo, 1990) consente di
gustare "... le morbide pieghe e le quiete torsioni, le ferite e le gioie, di
queste opere che raggiungono la semplicità solenne e insondabile delle
creature viventi nate dalle antiche nozze di fuoco del fabbro degli dei e
dell'amore fecondatore".
FESTIVAL BIBLICO 2010
In collaborazione con:
AXA Associazione artisti per l'arte sacra e
Fondazione Vignato per l'Arte
arti visive / I volti dell'ospitalità
Atrio del Palazzo delle Opere Sociali
Piazza Duomo, 2 - VICENZA
Rassegna d'arte sui temi del Festival Biblico
Periodo:
dal 24 maggio al 6 giugno
Artisti selezionati dai gruppi AxA e UCAI presenteranno una serie di opere sul tema dell’Ospitalità nelle Scritture, così come stimolati da una serie di proposte tematiche offerte nella Formazione. L’Ospitalità si gioca nella duplicità del termine, come se specularmente l’arte insieme offra il contenuto ma chieda contenitore: alias la Parola che da contenuto diventa contenitore nella molteplicità delle relazioni comunicative.
Nelle Scritture il Grande Contenitore diventa Koinè dei linguaggi: il percorso proposto dalle Associazioni ha offerto questa vasta gamma interpretativa nella circolarità emersa dalle opere di Paolo Bortoli, Mariateresa Bollin, Paul Moroder, Angelo Forte, Piero Modolo, Bonizza Modolo.
ANTONIA TREVISAN:
“TRACCE, l'ospitalità della materia”
Vetrate e opere pittoriche polimateriche
A cura di Axa Associazioni artisti arte sacrav
Mostra a cura di Gino Prandina
Presentazione critica di Marifulvia Matteazzi Alberti
Dal 21 maggio al 6 giugno 2010
Laboratorio: Strada della Commenda 132/D, 36100 Vicenza
Abitazione: Strada del Forte Alberoni 14, 30126 Venezia (Lido)
Telefono 0444-530555
Fax 0444/248244 cellulare 333-5987332 e-mail: trevisantonia@interfree.it
Antonia Trevisan
vive alle pendici dei Colli Berici, immersa nel verde e nella nitida luce. Per molti aspetti qui la famiglia dell’artista ha riconosciuto le dolci colline umbre.
Industriosa, Antonia ricerca da anni il fascino dei tessuti, dei vetri, delle carte antiche. In quel piccolo angolo di mondo, lontano dagli affanni, il tempo ritma le volute del segno barocco rincorso per mille volute su vetri assemblati al vivo, liberi dalla legatura al piombo, a conquistare impercettibili passaggi tonali o decise scansioni cromatiche.
Il lussureggiare degli olivi e dei cipressi ammanta tratti di crete slavate e arenarie secolari, le famose pietre dei berici.
“L’Artista si mette in ascolto della voce del legno, dei ciottoli, dei metalli, degli ossidi, di vernici accettando i suggerimenti offerti dagli elementi, che borbottano storie di risonanze e corrispondenze tra corpo e psiche, tra speranze e illusioni, tra sogni e desideri, con una fede che supera l’opacità del concreto e libera verso l’alto l’eterna dimensione dello cielo.”
Questi accenti si riversano sulla tavolozza che Antonia stempera o raggruma sulle tele o sulle carte.
“Antonia infaticabile lavora e riassume emozioni e speranze di un sensibile femmineo che coniuga sentimenti e passioni per lastricare una strada, pietra dopo pietra, con un’energia creativa gonfia di evocazioni di tutta quella preziosa bellezza ricamata nell’animo, dove consumano tracce, profili e sinopie quali presenze fluide, lattiginose come tracce appena percettibili, ora grumi sfiniti di presenze ispessite e coriacee, da ripetuti strappi e rattoppi della carne e del sangue.”
(Marifulvia Matteazzi)
Reperti… sindoni: testimonianze di una natura accogliente che lascia ovunque la sua traccia vitale. E proprio per via di queste alchimie l’artista riflette su questa eterna ospitalità della vita: il tempo è concesso all’umano per leggere sulle rughe tracce di esistenza… storia. Orizzonti dilatano la contemplazione pacificata e asciutta, o nubi plumbee preannunciano temporali d’estate. Lame d’azzurri e d’indaco a rivelare orizzonti d’infinito. Crisalidi celano trasformazioni: genesi e metabolismi di materia rappresa. Inusitate aggregazioni suscitano emozioni nell’eterno gioco di creazione e dissoluzione. Estetica e Gioco. Mistero che aleggia sulle acque, passi misteriosi nel Giardino.
NOTE BIOGRAFICHE
Antonia Trevisan nasce a Vicenza, vive e lavora a Vicenza e a Venezia. Ha insegnato nelle scuole medie di Castelgomberto, Chiampo, Vicenza, Arcugnano, cercando di dialogare con i ragazzi attraverso la composizione grafica, i colori, la fotografia e il teatro. Ha partecipato con i propri allievi a mostre e concorsi condividendo tali percorsi con molti artisti (per la fotografia Attilio Pavin, per il teatro "I Salbanei” e "i Carrara”, con i quali ha anche ideato e prodotto uno spettacolo di animazione e video "La zucca magica”).
Parte della sua vita é stata dedicata agli allievi cercando di liberare la loro forza creativa. Contemporaneamente ha continuato la sua ricerca individuale nella pittura, utilizzando materiali diversi, fra cui il vetro. Nel 1988 ha creato la ditta "Antonia Trevisan - Idee colore” finalizzata principalmente alla progettazione ed esecuzione di vetrate artistiche per privati ed enti pubblici (fra cui il cimitero e la seicentesca cappella dell’Olmo di Sossano). Negli anni novanta ha trasferito la sua profonda conoscenza del colore in un progetto di riqualificazione del centro storico di Campiglia dei Berici. Il continuo interesse per i materiali che intervengono nella nostra vita l’ha portata ad estendere la sua ricerca nel campo dei tessuti. Il tessuto come elaborazione umana, sapiente di fibre animali, vegetali e sintetiche, come espressione della creatività coniugata all’uso. Tessuti come paramenti, vestimenti, come simbolo.
Nel 2001 ha creato con Loretta Zampieri la ditta "Il giardino dei Ciliegi” dando volutamente un valore artigianale e artistico all’uso del tessuto come "sartoria della casa”. Antonia Trevisan lavora a Vicenza in Strada della Commenda, in uno spazio profondamente relazionato alla natura, sui Colli Berici, e a Venezia, in Campo delle Beccarie, dove l’odore del mercato del pesce di Rialto si mescola col grido dei gabbiani e con il miracolo della luce che rimbalza sull’acqua dei canali.
Roberta Rossetto
Personale d'Arte a San Silvestro
giugno-luglio 2010
ALFONSO FORTUNA
Mostra di scultura
" occhi incantati"
Ottobre 2010
dal 3 ottobre al 1 novembre
Personale d'Arte a San Silvestro
presentazione a cura di Marifulvia Matteazzi Alberti
MIRTA CACCARO
Mostra d'arte
Gioia di vivere, gioia di amare
Chiesa del Complesso Monumentale di S. Silvestro
VICENZA - dal 9 aprile al 1° maggio 2011
Mostra a cura delle Associazioni Artisti per l’arte sacra e di UCAI Vicenza
A cura di Marifulvia Matteazzi Alberti
Presentazione: Gino Prandina, Marifulvia Matteazzi Alberti
Mirta Caccaro ha le “carte in regola” per un importante percorso artistico. Già segnalata da critici d’arte per alcuni importanti eventi espositivi nel curricolo, ora a San Silvestro propone una sintesi del suo percorso artistico.
E’ un percorso insieme intimo, “nel baluginare di segrete corrispondenze,” e insieme “carico di potenzialità di colore e luce”, come si esprime Marifulvia Matteazzi nella presentazione.
Dal fondo dell’anima, mediante l’azione pittorica (una specie di operazione sensoriale di scavo nell’intimo), sulle grandi tele, come su di un fondale, si estendono, si plasmano, si condensano vibrazioni e affioramenti. È uno scenario dinamico l’opera di Mirta Caccaro che dipinge grandi spazi piatti, fermati su di un piano, privi di modellato: estese campiture colore che che diventa forma, che perde la sua funzione descrittiva e assume un linguaggio coerente e radicalmente personale. La pittura di Mirta è senza compromessi, tesa solo alla ricerca di quel mondo spirituale ove c’è spazio per le tensioni, i dubbi, le contraddizioni alla ricerca della verità: il rosso incalza, il blu rallenta, il segno distingue… tutto diventa narrazione e danza. Sono larghe stesure di colore, zone sature che combinano spontaneamente “forme informi”, che paiono astrarsi ma all’animo attento parlano di imprevedibili incontri, di vagabondaggi interiori: forse sono richiami al passato o dilatazioni di desideri, sogni e allusioni.
Mirta Caccaro opera anche plasmando la creta nell’antichissima tecnica raku, che consiste in varie cotture e applicazioni di ossidi in modo da ottenere gamme cromatiche per ossidazione e riduzione, controllando o lasciando libera azione al calore sui minerali applicati in superficie.
UCAI TRENTO
Rassegna d’Arte degli Artisti della Sezione UCAI di Trento
nelComplesso Monumentale di San Silvestro in Vicenza
Marco Arman
Mirta De Simoni Lasta
Marco Morelli
11 marzo - 3 aprile 2011
Inaugurazione
Roberto Meneguzzo (Presidente UCAI Sez. Vicenza),
Marifulvia Matteazzi Alberti, (Critico d’Arte)
Gino Prandina (critico d’arte e coordinatore AxA)
Presentazione critica di Marcello Farina
Intervento musicale di Petra Arman
Nell'ambito degli scambi culturali fra sezioni Ucai, la Sezione Beato Claudio Granzotto di Vicenza ospita tre membri della sezione tridentina.
La suggestiva rassegna delle opere si articola per tre "personali" di pittura e scultura.
Marco Arman
Nato nel 1954 vive e lavora in Valle di Cembra.
Espone dal 1972 in collettive e personali.
Partecipa all’attività dell’Unione Cattolica
Artisti Italiani nella Sezione di Trento.
Negli ultimi due anni espone in personale:
“Made in Italy–100% Fatto in China” (Trento);
“il Sollievo della Brezza” (Genova);
“La Genziana del Brenta” (Cembra, Tn);
a latere del Concorso di poesia “Alicante”
(Vigolo Vattaro, Tn); “è una primavera questa
nascita” (Conventino della Porziuncola, Assisi).
In collettiva: “Epiphaneia, la Speranza perdono”
(Ucai); “Il Tempo, l’Ambiente e la
Bicicletta” (25° G.G. Ciclistico a Conegliano, Tv);
“fioriNuovaMente” (Caraglio, Cn).
Ha realizzato murales e grandi tele
per enti e privati.
Presente nella rassegna provinciale del 1995 a
Castel Ivano (Tn), a “La soglia e oltre” a Castel
Ivano nel 1998, e nel 2003 al Mart di Rovereto.
Nel 2006 e nel 2009 espone al Centro
d’Arte Contemporanea di Cavalese (Tn).
info: www.marcoarman.it
marco@marcoarman.it
328 8694741
Mirta De Simoni Lasta
Nata a Cles , vive ed ha lo studio a Volano (TN).
Dal 1975 approfondische lo studio delle tecniche pittoriche riversando il suo interesse sulla psicologia del segno e del colore. Artista orientata verso una spazialità astratta, risolta con personalissime tecniche pittoriche, ama viaggiare per entrare in contatto con il mondo artistico europeo e mondiale. Nei suoi frequenti viaggi realizza importanti mostre personali e collettive in Italia, Europa, America e Asia.
Ha soggiornato alla Kunstlerhaus e seguito corsi all’Accademia Internazionale di Salisburgo.
Nel 1993 presenta la sua ricerca alla Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento, al Seminario “Prospettive e sperimentazione dell’Arte contemporanea in Trentino” a cura di Danilo Eccher.
E’ presente a Castel Ivano alle collettive: “L’Uomo, l’Albero, Il Fiume” e “Correnti e Arcipelaghi” a cura di Luigi Serravalli.
Nel ’96, in collaborazione con il Circolo Trentino per l’Architettura Contemporanea, ha presentato a Castel Ivano, l’installazione sul tema “La soglia e oltre “.
L’invito al simposio “100 anni di biennale e di cinema - la presenza della Chiesa“ a cura della CEI, ha segnato l’inizio di una riflessione teorica e di una sperimentazione operativa per un rinnovamento dell’arte liturgica in chiave del tutto contemporanea e innovativa.
Nel 1999 partecipa al corso di specializzazione “Il progetto architettonico e la composizione artistica ed iconografica al servizio della Liturgia“ curato dall’ Ufficio Arte Sacra di Trento, CEI, IUAV di Venezia e Accademia di Brera.
Nel 2000 l’Amministrazione Comunale di Volano pubblica una sua monografia e promuove la mostra antologica “Percorso” allestita nelle sale dell’antica Casa Legat e documentata da RAI 3 a cura di Tiziana Raffaelli.
Nel 2001 vince il concorso “La riscoperta dell’immagine di Vigilio nell’autenticità storica e nella sensibilità odierna ” promosso dalla Curia Arcivescovile di Trento.
E’ presente all’esposizione “Situazioni - Trentino Arte 2003”, al MART, Museo d’arte moderna e contemporanea di Rovereto.
Nel 2004 è invitata dalla Städtische Galerie di Brema a presentare la personale “Wandlungen/Mutamenti” presso il Kunstzentrum Villa Ichon. In seguito, con il patrocinio del MART, la mostra è stata allestita nello Spazio Klien di Borgo Valsugana.
Nel 2008 invitata dal Comune di Sanzeno allestisce a Palazzo de Gentili la mostra “Rosso scarlatto“ inserita nei Parallel Events Manifesta 7 , con catalogo a cura dell’Assessorato alla Cultura della Provincia autonoma di Trento e documentata da RAI 3.
Nel 2008 è invitata alla XIII Biennale d’Arte Sacra contemporanea “Il Magnificat “ presso il Museo Stauròs a S.Gabriele Isola del Gran Sasso (Teramo).
Nel 2009 ha fatto parte del team architetto – liturgista – artista invitato nel progetto pilota CEI per la costruzione di una nuova chiesa a Porto Recanati. Riceve una menzione particolare della Giuria : “…notevole risulta il contributo iconografico, dove sapienza artistica e invenzione formale si affermano in una felice libertà compositiva.”
Nel 2010 è ospite a Trapani del Museo Diocesano per l’Arte Sacra Contemporanea e allestisce la personale “ Tra terra e cielo “ , realizzando grandi tele in situ.
Partecipa all’attività UCAI sezione di Trento.
Mirta De Simoni Lasta
38060 Volano, via Trento 32 cell. 329 744 6886 www.mirtadesimoni.it mirtadesimoni@gmail.com
Marco Morelli
Marco Morelli è nato a Canezza di Pergine (TN)
e risiede a Rovereto.
Dal 1967 sacerdote e insegnante di Storia
dell’Arte, Filosofia e Storia nei Licei di Trento e
Rovereto.
Nel campo della scultura ha iniziato
da bambino come autodidatta,
ma nella crescita ha coltivato ogni mezzo di
formazione anche tecnica
per la lavorazione in diversi materiali.
Dal 1973 ha lavorato su commissione per opere
di arredo liturgico di molte chiese
Dal 1975 ha sostenuto una costante attività di
esposizioni in trenta mostre personali e decine
collettive. Nel 1977 è stato tra i fondatori e poi
presidente del GRAF (Gruppo Roveretano Arti
Figurative), associazione vivace e stimolante di
molte iniziative e contatti.
Il catalogo delle sue opere enumera fino
ad oggi più di 700 opere, piccole e grandi.
Nel 2010 una sua opera in marmo greco è
stata collocata nel Cimitero Monumentale di
Milano. Nel novembre 2010 Mostra personale
alla Biblioteca Civica di Rovereto.
Davanti alle opere di Marco Morelli ciascuno
può incontrare varie figure,
rappresentative di un’umanità
capace di esprimere i tratti
fondamentali delle sue esperienze
plurime: il dialogo, il viaggio,
l’incontro, il gioire e soffrire,
l’anelito e la speranza, l’ascolto e
l’azione, l’attesa e la promessa.
Umanità duttile, esposta,
condivisibile, provocatoria
persino…
Sentirsi coinvolti è un attimo, un
respiro, un guizzo d’occhi stupiti…
Tutta la mostra diventa un cantiere
per la bellezza, come suggerisce
una delle opere.
Info: marco.morelli11@tin.it
349 4734710
Festival Biblico 2011
Settima edizione
«Di generazione in generazione»
26 maggio - 12 giugno 2011
AxA / UCAI Vicenza
rassegna collettiva d’arte a s. silvestro per il Festival Biblico 2011
Anche per il 2011 il Complesso Monumentale di San Silvestro, ospita nella chiesa e nelle sale annesse una serie di esposizioni d'arte personali e collettive.
Gli artisti riprendono tematicamente il titolo del Festival, traducendolo in molteplici interpretazioni, mediante opere pittoriche, grafiche e scultoree. Ogni anno gli artisti della diocesi di Vicenza lavorano su tema proposto dal Festival Biblico.
PARTECIPANTI:
Antonia Trevisan
Carla Bruni
Giuseppe Denti
Patrizia da Re
Pierantonio Bevilaqua
GIANCARLO FRISON
scultore
“Sacra ri-creazione”
dal 19 maggio 2011 al 5 giugno 2011
dalle ore 15,30 alle 19,00
Chiesa di S. Silvestro – Vicenza
G. Frison: telefono 333-1096941
Mostra a cura di: Associazioni Artisti per l’Arte Sacra, Luigi dal Lago, Brunilde Neroni
Coordinamento di Gino Prandina.
Sabato 21 maggio: ore 18 – lettura di poesie attinenti ai temi delle sculture presenti nella esposizione.
Interviene mons. GIOVANNI COSTANTINI a declamare i recenti componimenti
27 maggio incontro con il card. GIANFRANCO RAVASI
27 maggio: ore 18 – Concerto di musica sacra (Via Crucis di Franz Liszt)
3 giugno ore 21 : Tavola rotonda: “Perché l’arte religiosa?”
Intervengono: prof. Brunilde Neroni,arch. Paolo Pavan, prof. Renzo Fontana, dott. Gino Prandina,prof. Luigi Dal Lago.
CARLA RIGATO
Personale d'arte
7-22 maggio 2011
A cura di: Marifulvia Matteazzi Alberti e Gino Prandina
Carla Rigato è nata a Padova, svolge la sua attività artistica a Montegrotto Terme - PD -. Sin da giovanissima si è interessata alla pittura e da autodidatta ha maturato i suoi studi frequentando lo studio di Dolores Grigolon, pittrice sensibile e raffinata, e quello del Prof. Riccardo Demel, uomo di cultura e artista poliedrico. Nel 2004 ad oggi frequenta la Summer Academy of Fine Arts di Salisburgo, fondata negli anni '50 da Kokoschka. Qui ha lavorato con il Maestro venezuelano Jacobo Borges, artista di livello internazionale. Nel 2007 a Salisburgo ha avuto come maestri Michael Morgner e gli Zhou Brothers. Le sue opere sono state pubblicate in cataloghi e volumi d'arte specializzata.
Visitando l'atelier di Carla Rigato ho potuto vedere come la sua maturità artistica sta in uno stile caratterizzato da una notevole produzione pittorica, e da una grande ricerca fatta di sperimentazione e di studio.La scelta del suo linguaggio artistico si compone di pochi elementi, come il suono che evoca l'insieme di strumenti musicali durante le prove di un'esecuzione, ne scaturisce una forte intensità e una sensazione della realtà amplificata. Alcuni temi da lei trattati sono la donna e la figura umana, resa corposa ma fragile che sembra sciogliersi seguendo con lo sguardo le gocciolature di colore; il tema delle bocche, dove si mette in evidenza il passaggio e la creazione delle nostre parole che vanno per il mondo e che a volte sono comprese e a volte fraintese... e colori dello spazio, inteso come l'ambiente ideale per liberare la propria interpretazione dell'energia della vita, eliminando ogni idea di figura e di tempo attraverso infiniti processi di rielaborazione per arrivare ad opere, secondo lei, finite; ma per arrivare a questo equilibrio l'artista deve confrontarsi con le proprie caratteristiche principali che sono il vigore espresso con getti di colore puro sulla tela, e la velocità di esecuzione che conferisce alle opere una grande forza espressiva e una spontaneità libera da regole.
GIUSEPPE BOARETTO
Personale d'arte
7-22 maggio 2011
Presenta: Marifulvia Matteazzi Alberti
Inaugurazione: 18 giugno 2011 alle ore 18
Tel. +39 3342239266
E-mail: giuseppe.boaretto@gmail.com
PIETRO RAIMONDO D'ARAGONA
Personale d'arte
1 – 18 settembre 2011
Personale d'arte
A cura di: Pierluigi Baù (BAU'group Vicenza) e AXA
Presentazione: Gino Prandina
Pietro Raimondo d’Aragona nato in Italia nel 1942. Di origini spagnole, è laureato in Sociologia,ha iniziato la propria carriera artistica negli anni ’60, nel 1987 gli è stata conferita la laurea h.c. in Arte e dall’Università Interamericana della Florida Dipartment of State U.S.A. ed è stato nominato Consigliere per l’Arte e la Letteratura della Dominion of Canada University. Ha tenuto mostre Personali e Collettive in Italia e all’Estero, ottenendo diversi riconoscimenti. ... anche da Paesi Arabi. Parigi palazzo dell’U.N.E.S.C.O. dove gli è stato assegnato il “gran premio UNESCO” per il contenuto e la coloristica. Bamberga “V Biennale dell’Arte Europea” - Gran Coppa d’Argento. Tokyo e Kyoto - Giappone, premiato su segnalazione dei Galleristi e della Critica d’Arte. Mostra d’Arte Contemporanea Museo della Scienza Milano. Los Angeles e New York - riconoscimenti da parte della Critica. Coppa d’argento “Kracow 1978”-Mostra d’Arte in Polonia- in onore di Sua Santità Giovanni Paolo II. Premio, Targa e Medaglia Biennale CED ART anno 1978 Milano. Premio “S.P.E.S. 1979”conferito in occasione dell’Anno del bambino dall’Accademia dei “500” e dall’O.N.U. Premio Mercantile “Oscar Export ‘79” conferito al merito,quale noto Artista all’Estero e in Italia. Particolarmente gradito alle Rappresentanze Estere Accreditate presso lo Stato Italiano. Targa d’Oro 1979 quale noto e miglior pittore dell’anno, conferito dalla Sede di Montparnasse Parigi, con approvazione da Berna, Parigi e Tunisi e dall’Istituto Superire di Studi Umanistici. Medaglia d’Argento del Presidente della Repubblica Italiana G.Leone. Targa d’Argento del Ministro del Lavoro V.Scotti. Medaglia d’Oro conferita dall’Accademia di S.Marco. Premio Accademia di Paestum,grande Medaglia Aurata per l’Arte. Primo Premio per la Pittura Firenze. Palma d’Oro e Penna d’Oro dell’Accademia di Ponzen per meriti Artistici. Accademico di diritto dell’Imperiale Accademia di San Cirillo di Russia. Primo Premio “G.Ungaretti” - Roma Campidoglio. Premio “ Leonardo da Vinci” per l’Arte - Roma. Gran Premio con medaglia d’Oro - Sorrento. Primo Premio alla “Quadriennale d’Arte” di Napoli. Premio “Marco Aurelio”per l’Arte - Roma. “Premio Viareggio” – Collezione. “Premio Dante Alighieri” per l’Arte - Roma. Gran Premio Mondiale della “Palma d’Oro”. Oscar Europeo d’Oro - Montecarlo - Principato di Monaco. Esposizione al Museo Nazionale delle Belle Arti della Valletta - Malta 1980 Primo Premio Targa della Presidenza S.E.A. al Salone Europeo d’Autunno anno 1980 Coppa d’Argento del Ministro N.Signorello, quale Primo Premio Assoluto all’Incontro Internazionale Arte e Cultura 1981. Vincitore del Titolo “Pittore Europeo” dell’anno 1981,conferito a Roma. Medaglia d’Oro della Regina Elisabetta d’Inghilterra – Londra. Gran Premio Oscar di Montecarlo per meriti Artistici – Monaco principato. Grande Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini, conferita a Roma Campidoglio da parte dell’Accademia di S. Marco. Vincitore della Borsa d’Arte – Conferita dal C.E.I.C. Mostra al Maschio Angioino Primo Premio Assoluto Coppa del Comune di Napoli anno 1983. Vincitore assoluto XVI Concorso Internazionale “G.Ungaretti” per pittura e poesia conferitagli Grande Medaglia d’argento Presidente Repubblica Francesco Cossiga Roma Campidoglio anno 1985. Primo Premio Assoluto Mostra di Pittura con Coppa d’Argento della Presidenza del Consiglio dei Ministri anno 1985 Gran Premio Italia e Ottobre napoletano 1986. Vincitore del “Premio Europa” per l’Arte e la Cultura, conferito nell’ambito della Comunità Europea. Primo Premio “Pablo Picasso” – Parigi. Targa d’Argento “Unione Mondiale della Cultura” - Roma. Premio 2001 per l’Arte e la Letteratura Premio “Il Campidoglio d’Oro” – Roma. Sigillo d’Oro Accademia di Santa Cruz. Premiato dall’Istituto “Europea” di Cultura popolare e ambientale. Targa “Città di Milano” alla Biennale d’Arte sotto gli Auspici del Ministro per l’Istruzione. Accademico della “Tiberina”Istituto di Cultura Universitaria,membro della Legion d’Oro del Comitato Italiano delle O.N.G.presso le Nazioni Unite e gli Istituti Specializzati dell’O.N.U.
MARISA PICCO FERIANI
Personale d'arte
22 settembre -2 ottobre
MARISA PICCO FERIANI
Personale di pittura
A cura di: AxA / Marifulvia Matteazzi Alberti
Quasi un exploit per una pittrice che da oltre trent’anni dipinge e ha raccolto un’interessantissima serie di olii su tela in cui l’astrazione diventa rivelazione: elementi fitomorfi ammiccano a tracce biomorfe per una natura sorprendente e lussureggiante. La generosità e l’ottimismo rendono la calibrata stesura pittorica che ovunque trasuda vitalità e gioia.
ROSABIANCA CINQUETTI
Personale d'arte
7 ottobre – 1 novembre 2011
a cura di: AxA e Diocesi di Verona UBC
Presentazione e allestimento: Marifulvia Matteazzi Alberti .
Conseguito il diploma presso il Liceo Artistico Rosabianca Cinquetti, si dedica all’insegnamento.Dopo aver frequentato i corsi liberi di Pittura presso l’Accademia Cignaroli di Verona rivolge i propri interessi esclusivamente all’attività artistica. Predilige i grandi formati sui quali dipinge, con tecnica iperrealista, particolari ingranditi della realtà che le è più vicina, oggetti casalinghi, uova, tessuti drappeggiati,dettagli di paesaggio, trasformandoli in singolari allegorie del suo mondo interiore.
Dal 1982 inizia l’ attività espositiva in Italia e all’estero, cimentandosi anche con l’opera grafica. Dal 1994 cura la programmazione artistica dello Spazioarte Pisanello della Fondazione G.Toniolo di Verona. Nel 1997 è chiamata a far parte del Corpo Accademico dell’Accademia Cignaroli e dal 2001 è membro della Commissione Arte Sacra della Diocesi di Verona.
...sempre in cerca di ostinato rigore, è venuta infine approdando ad una sua particolare interpretazione di una pittura iperrealista ampiamente documentata e significativamente valutata in varie esposizioni pubbliche, ricevendone segnalazioni e riconoscimenti: un iperrealismo libero, non drammaticamente esistenziale (come spesso è quello americano), anzi, felicemente aperto al canto poetico dell’oggetto, al suo affettuoso riconoscimento come testimone e amico della propria casa. Qui è, dunque, il timbro di quella sensibile "vibrazione dell’intimità" nell’amore della propria casa che bene caratterizza, per interne intenzionalità tonali e affettive, una riconoscibile "pittura al femminile". (Dino Formaggio, 1991)
Via delle Terme, 35, 37042 CALDIERO (VERONA)
Telefono: 045 7652306
Fax: 0457652306, email:robicinquetti@gmail.com , www:www.rosabiancacinquetti.it
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