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Questa sezione segnala alcune personalità artistiche particolarmente significative nel panorama delle Associazioni. La segnalazione si riferisce non soltanto ad artisti che hanno raggiunto l'elevato livello artistico e di mercato, ma che si distinguono per le dimensioni etico-valoriali nella loro ricerca e nella qualità della produzione artistica.







L'ARTISTA DEL MESE CHE PRESENTIAMO E'









Giancarlo Frison

Due parole per infilare gli anelli dei temi impliciti nelle sculture presenti in questa esposizione: Sacra Ri-Creazione. Perché? Perché il luogo fisico e spirituale, la chiesa romanica di S. Silvestro, possiede già una voce forte di canto, una bellezza evidente anche se disattivata dalla sua funzione originaria. È una crisalide vuota, la farfalla è volata lontano. Una conchiglia senza perla. Ma quale crisalide, quale canto marino nella conchiglia! Usarla alla stregua di contenitore multiuso potrebbe avere il significato di una profanazione. Il tentativo più riconoscente è quindi quello di una restituzione, per quanto parziale, di funzione, una Ricreazione di sacralità in una chiesa sconsacrata, per intravedere se icone e sacre suppellettili possano far risentire la sacra presenza con verità, non come semplice sentimento. Ecco dunque il motivo delle numerose sculture a tema religioso. Ma le altre, quelle fuori tema? Non è difficile assegnare loro una legittimazione di presenza se raccontano e riflettono la vita e la storia dell’uomo e le domande intorno ad esse. È possibile cercare anche motivazioni più cavillose e generiche: l’arte non è, forse, in ogni caso Sacra Ricreazione? Nel creato essa è pur sempre creatura di una creatura (l’artista) che manipola creature in forme nuove. E nel farlo l’artista cammina nel mistero per via di intuizione, contempla come un anacoreta. Gli artisti riconosciuti per la loro santità sono troppo pochi. Vivono talvolta di una fede tenuta accesa nell’agone con l’angelo e giungono alla luce aurorale della bellezza con l’anima ed il corpo feriti nella lotta.











I temi e le figure della tradizione religiosa nel mio lavoro rivelano un uso di libertà che non si spinge fino alla provocazione o all’arbitrio. Accettano la sfida di comunicare con le anime semplici cui si rivolge il Signore. L’osservatore non è lasciato solo, viene preso per mano e accompagnato a vedere dalla stessa immagine. «Vedere è aver visto», diceva Pessoa. Vedere è un cammino dello sguardo che bisogna voler percorrere , con una certa fede come con le Scritture. I lavori presentati non appartengono ad un tempo circoscritto, e anche la scelta degli stili è libera. La zona absidale è ripopolata di manufatti inerenti la sacra liturgia, il mistero eucaristico, qualche figura di santo (Croce astile, Croce pastorale, Il Segno di Giona, Io sono la vite, Risurrezione, S. Sebastiano, S. Antonio, B. Giovanni XXIII). Altre dislocate lungo il percorso si alternano ai temi profani (Pietra angolare, Dulcedo ineffabilis, Cherubino, Madonnina migrante, Stella di David, Guardate gli uccelli del cielo, Via Crucis) e conducono la riflessione sul sacro dentro la storia umana. La quale, sulle pareti murarie e attorno ai pilastri, affiora senza uno schema predeterminato, essendo frutto di input provenienti dalle opere dei giorni (Scudo di contemplazione, Scudo di fragilità, Tempesta – Uno sarà preso, uno lasciato –, Apocalisse, Ascolto, Volo, Offerta, L’ultima ora, Primavera, Nascita, Memoriale per una madre, La difficile libertà, Bimbo che sogna).



















In apertura il visitatore incontra un progetto di fontana, a memoria della rinascita battesimale, nato in occasione di un concorso indetto dal Comune di Vicenza nel 1995, per l’atrio dell’ospedale civile. Alla stessa occasione risale la presenza di 4 animali (martin pescatore, rana, riccio, salamandra), che sono stati inserti nel progetto vincitore dell’architetto vicentino Sebastiano Zanetello. Fusioni elaborate in forma diversa. È un omaggio di gratitudine a Vicenza, città bellissima, e alla sua chiesa.















U.I.O.G.D. Giancarlo Frison.









































Nota biografica.



Giancarlo Frison è nato nella campagna delle Selve di S. Benedetto nel 1949. Dopo un biennio di studi professionali per il diploma di tornitore meccanico, ha intrapreso gli studi liceali tra gli alunni del Monastero di Praglia, presso il Seminario Vescovile di Padova. Questo periodo gli ha aperto le pagine delle prime monografie degli artisti contemporanei e l’opportunità di frequentare esposizioni, musei e chiese per i quali la città di Padova è famosa. Ha quindi scoperto una passione fino ad allora dormiente e ha ricevuto i rudimenti di modellazione plastica dalla scultrice Licia Boldrin, nipote dello scultore Paolo Boldrin, durante un’estate alla fine degli anni Sessanta. Il servizio militare lo ha portato a Lecce, dove un commilitone, allievo di Pericle Fassini, ne ha arricchito la formazione, e a Venezia, città dai percorsi e dalle frequentazioni intrecciate. Ha scelto quindi, dopo un poco motivato tentativo di iscriversi all’Accademia delle Belle Arti, di laurearsi in Arte Contemporanea col professor Umbro Apollonio. Le grandi mostre di scultura e l’incontro con artisti e critici hanno stimolato, assieme agli studi, una passione per la scultura astratta, geometrica e per il mondo delle intuizioni morfogenetiche originate dai solidi primari, dalla topologia, dai nodi. Decisivo è stato in questa fase l’incontro con Giò Pomodoro e con Max Bill. La partecipazione nei primi anni Ottanta ad alcune esposizioni, tra cui la XIII Mostra del bronzetto e della piccola scultura di Padova, la V e la VI Biennale del bronzetto dantesco di Ravenna e «Vent’anni con l’arte» di Ca’ Pesaro a Venezia, promosse con il contributo critico e organizzativo di Giorgio Segato, testimonia questo periodo di feconda esplorazione, durato un decennio (cfr. La collettiva «Variazioni», Galleria Civica di Piazza Cavour, Padova 1993). L’affiorare ulteriore di un distacco critico dall’estraniamento dell’arte in luoghi elitari e l’adesione a committenze destinate agli spazi della quotidianità semplice, lo hanno condotto a raccogliere l’esigenza di una lingua comune, nutrita dalla memoria e dalla tradizione.




IL COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN SILVESTRO promuove la formazione, la conoscenza e la spiritualità degli Artisti. Il prestigioso sito è a disposizione di quanti intendano contribuire con la loro opera all’animazione cristiana della cultura contemporanea. AXA promuove la valorizzazione sociale dei contenuti e delle firme, cura i rapporti con quanti, pur muovendo da differenti posizioni culturali, perseguono la promozione della persona umana.






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